Tecnologia - Square Marketing https://squaremarketing.it Make it real. Wed, 30 Oct 2024 22:48:54 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9 https://squaremarketing.it/wp-content/uploads/2022/08/cropped-logo-pittogramma-32x32.png Tecnologia - Square Marketing https://squaremarketing.it 32 32 Il Fattore umano nell’era dell’AI: massimizzare il potenziale dell’AI generativa https://squaremarketing.it/tecnologia/il-fattore-umano-nellera-dellai-massimizzare-il-potenziale-dellai-generativa/ Fri, 29 Mar 2024 08:34:38 +0000 https://squaremarketing.it/?p=12930 L'AI  ha la capacità di ridefinire la natura del lavoro, migliorando la consegna del valore e migliorando le esperienze sia per i dipendenti che per i clienti. 

Tuttavia, esiste un divario di fiducia tra il potenziale promesso dallAI e la sua attuale realtà. La ricerca recente di Accenture rivela che mentre il 95% dei lavoratori riconosce il valore dell'AI, il 58% esprime preoccupazioni per la sicurezza del lavoro e il 57% cerca chiarezza sulle sue implicazioni per la propria carriera.

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IL FATTORE UMANO DELL’ERA DELL’AI: MASSIMIZZARE IL POTENZIALE DELL’AI GENERATIVA

L’AI  ha la capacità di ridefinire la natura del lavoro, migliorando la consegna del valore e migliorando le esperienze sia per i dipendenti che per i clienti. 

Tuttavia, esiste un divario di fiducia tra il potenziale promesso dallAI e la sua attuale realtà. La ricerca recente di Accenture rivela che mentre il 95% dei lavoratori riconosce il valore dell’AI, il 58% esprime preoccupazioni per la sicurezza del lavoro e il 57% cerca chiarezza sulle sue implicazioni per la propria carriera.

Per le organizzazioni, colmare questo divario di fiducia inizia con una comunicazione trasparente sulla loro strategia di AI. Mostrando esempi di come l’AI amplifichi le capacità umane e sottolineando i suoi benefici per la formazione e lo sviluppo, le organizzazioni possono costruire fiducia e alleviare le preoccupazioni tra la propria forza lavoro.

The future of programming with artificial intelligence: AI revolutionizing the way we code

Nel campo dell’assistenza clienti, l’automazione e l’IAI stanno ridefinendo ruoli e responsabilità. Tuttavia, l’efficacia di queste tecnologie dipende dall’input umano. Gli ex dipendenti del servizio clienti, con la loro abilità nella comunicazione e nella risoluzione dei problemi, stanno trovando nuovi ruoli nell’ingegneria dei prompt, ottimizzando i modelli AI per un servizio clienti migliorato.

Nonostante il potenziale dell’AI  l’indagine Pulse of Change di Accenture evidenzia una preoccupante lacuna negli sforzi di riqualificazione della forza lavoro. Mentre il 94% del vertice aziendale prevede di aumentare gli investimenti tecnologici, solo il 26% di tali investimenti sarà destinato alla riqualificazione. Per sfruttare appieno il potenziale dell’AI, le organizzazioni devono prioritizzare le iniziative di riqualificazione e dotare la propria forza lavoro delle competenze necessarie.

Con l’AI che riflette sempre più l’intelligenza umana, la diversità nella forza lavoro diventa fondamentale per individuare e mitigare pregiudizi e conseguenze non volute. 

Le aziende che hanno già implementato programmi robusti di diversità e inclusione sono meglio posizionate per sviluppare quadri etici di AI che favoriscono una collaborazione responsabile. Ciò beneficia la produttività aziendale, contribuendo anche a garantire la sicurezza e la governance appropriate delle soluzioni di AI gen. Con l’AI che democratizza la tecnologia in tutta l’azienda, le aziende devono bilanciare l’innovazione con la sicurezza: standard di sicurezza robusti non solo proteggono i dati sensibili, ma fungono anche da elemento cruciale per la fiducia tra azienda e clienti.

Nel navigare il panorama dell’AI, le organizzazioni devono dunque riconoscere che, il successo delle loro strategie, dipende fondamentalmente (ancora) dalle persone. 

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Quando la Natura chiama, Apple risponde https://squaremarketing.it/tecnologia/quando-la-natura-chiama-apple-risponde/ Tue, 31 Oct 2023 10:28:05 +0000 https://squaremarketing.it/?p=10659 Nel mondo dell'innovazione sostenibile, Apple ha spesso giocato un ruolo da pioniere, ma con il suo ultimo spot, intitolato "Madre Natura" e con Octavia Spencer nel ruolo della protagonista, l'azienda di Cupertino ha alzato ancora di più l'asticella. Questo spot non è solo una campagna pubblicitaria, ma una dichiarazione di intenti, un invito alla riflessione e una promessa: quella di "non essere deludenti".

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Nel mondo dell’innovazione sostenibile, Apple ha spesso giocato un ruolo da pioniere, ma con il suo ultimo spot, intitolato “Madre Natura” e con Octavia Spencer nel ruolo della protagonista, l’azienda di Cupertino ha alzato ancora di più l’asticella. Questo spot non è solo una campagna pubblicitaria, ma una dichiarazione di intenti, un invito alla riflessione e una promessa: quella di “non essere deludenti”.

Nel 2020, Apple ha promesso di diventare un’azienda a impatto zero, impegnandosi a produrre materiali innovativi, utilizzare energia pulita, ridurre le emissioni nelle spedizioni e ripristinare ecosistemi naturali. Questo spot ci porta nei minuti che precedono un attesissimo report aziendale, in cui Apple presenterà i progressi dell’azienda in termini di sostenibilità a Madre Natura stessa, interpretata dall’eccezionale attrice premio Oscar, Olivia Spencer.

L’attesa per questa riunione è palpabile, la tensione nell’aria è tagliente.

Tim Cook, amministratore delegato di Apple, rompe il ghiaccio con una battuta leggera, cercando di alleviare la tensione che avvolge la sala riunioni. Nel frattempo, una giovane ragazza nasconde dietro la schiena una piantina avvizzita, simbolo della speranza e della necessità di ripristinare l’equilibrio tra l’uomo e la natura. Questa giovane donna conosce a memoria le parole del noto scrittore ambientalista Henry David Thoreau, il cui pensiero accompagnerà il dialogo tra Apple e Madre Natura.

Nello spot, Madre Natura pone domande dirette e inquisitorie al team di Apple, chiedendo quali promesse siano state mantenute nel percorso verso la decarbonizzazione dei processi produttivi. È un modo per mettere in mostra quanto l’azienda abbia compiuto in termini di sostenibilità su tutti i fronti della produzione.

Ma questo spot non è solo un annuncio pubblicitario. Rappresenta anche l’inizio della campagna di lancio degli Apple Watch Series 9, una nuova gamma di smartwatch presentata come carbon neutral, cioè prodotta riducendo al minimo l’impatto ecologico. Per realizzare questa impresa, Apple ha fatto leva su materiali riciclati, ottimizzazione dei trasporti e della catena di approvvigionamento. Un passo avanti verso un futuro più sostenibile, che Madre Natura stessa può approvare.

Questo dialogo tra Apple e Madre Natura ci ricorda che la sostenibilità non è solo una tendenza, ma una necessità. Le aziende devono essere all’altezza delle proprie promesse e lavorare attivamente per un futuro migliore. 

Cos’è che rende questo spot così speciale? È l’uso brillante del sarcasmo per affrontare il tema della sostenibilità. In un mondo in cui le promesse ambientali spesso sembrano svanire nel nulla, Apple ha deciso di alzare la voce e chiedere il cambiamento. Il “greenwashing” viene smascherato in tutta la sua ipocrisia, e ci viene ricordato che le parole devono essere sostenute dalle azioni.

La scelta di Octavia Spencer nel ruolo di Madre Natura è un atto di responsabilità e trasparenza da parte di Apple. Non solo è una brillante attrice, ma è anche una fervente attivista per la sostenibilità. Questo messaggio è chiaro: Apple è disposta a mettere in gioco la sua reputazione per una causa comune, la tutela del nostro pianeta.

Quello che rende questo spot così potente è che va oltre il mero marketing. Apple sta cambiando il gioco e ci sta ispirando, come al solito, a fare la differenza. Ci ricorda che ognuno di noi ha un ruolo da svolgere nella salvaguardia del nostro ambiente e che le aziende devono essere all’altezza delle promesse che fanno.

Con Octavia Spencer come Madre Natura, Apple ci sta invitando a unirci a questa rivoluzione sostenibile. Sta dicendo che non possiamo più permetterci di essere indifferenti, che dobbiamo agire ora. E questo è un messaggio che non possiamo ignorare.

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TikTok è qui per restare e il suo potere cresce: il caso Osimhen. https://squaremarketing.it/digital-marketing/tiktok-e-qui-per-restare-e-il-suo-potere-cresce-il-caso-osimhen/ Fri, 29 Sep 2023 10:35:11 +0000 https://squaremarketing.it/?p=10598 Nel mondo del calcio, dove il talento e l'immagine di un giocatore sono spesso sotto i riflettori, una piattaforma come TikTok può trasformarsi in una doppia spada affilata, in grado di plasmare la realtà in maniera imprevedibile. L'ultimo episodio che ha scosso il calcio italiano coinvolge il calciatore Victor Osimhen e il suo club, il Napoli, mettendo in luce il potere dei social media nel definire il nostro modo di percepire il mondo e noi stessi.

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Nel mondo del calcio, dove il talento e l’immagine di un giocatore sono spesso sotto i riflettori, una piattaforma come TikTok può trasformarsi in una doppia spada affilata, in grado di plasmare la realtà in maniera imprevedibile. L’ultimo episodio che ha scosso il calcio italiano coinvolge il calciatore Victor Osimhen e il suo club, il Napoli, mettendo in luce il potere dei social media nel definire il nostro modo di percepire il mondo e noi stessi.

Tutto è iniziato con un video pubblicato sul canale ufficiale TikTok del Napoli, un filmato che si prendeva giocosamente gioco dell’errore di Osimhen durante un calcio di rigore. Tuttavia, l’intento scherzoso è stato interpretato in modo completamente diverso dal calciatore e dal suo manager, Roberto Calenda, che lo hanno definito “inaccettabile”. Il video è stato rapidamente rimosso, ma i danni erano stati fatti.

L’episodio mette in evidenza la capacità di TikTok e dei social media in generale di influenzare direttamente la percezione pubblica e personale di un individuo. Victor Osimhen, già oggetto di controversie mediatiche e fake news, ha visto il suo rapporto con la società ulteriormente compromesso. Il manager del calciatore ha persino minacciato azioni legali per tutelare la reputazione del suo assistito.

Nonostante i tentativi di chiarimento e rasserenamento, il nervosismo di Osimhen è stato evidente al ritiro prepartita, segno che il caso non era affatto risolto. Ma questo non è solo un problema personale del calciatore; ha impatti più ampi. Il Napoli sta cercando di ritrovare la brillantezza dello scorso campionato, ma il caso Osimhen ha complicato ulteriormente i suoi sforzi.

In un’epoca in cui i social media hanno un ruolo sempre più centrale nella nostra vita, questo episodio ci ricorda quanto sia importante essere consapevoli del potere che essi hanno nel modellare le percezioni e le relazioni. TikTok, con la sua immediata viralità, può scatenare situazioni impreviste e destabilizzanti, come quella che abbiamo visto con il Napoli e Osimhen.

In conclusione, il potere di TikTok e dei social media in generale non va sottovalutato.

TikTok ci ricorda che viviamo in un’era in cui la comunicazione è più potente che mai. Le parole e le immagini possono viaggiare a velocità sorprendenti attraverso il mondo digitale, plasmando le percezioni e le relazioni in modi inaspettati. E mentre TikTok può essere una piattaforma divertente e creativa, può anche essere un terreno fertile per la discordia e il conflitto, come dimostra il caso di Osimhen e il Napoli.

In conclusione, TikTok è un riflesso della nostra società sempre più connessa e influenzata dai social media. È un potente strumento di comunicazione che può plasmare la realtà e innescare conflitti inaspettati. Questo caso ci spinge a riflettere sull’importanza di un uso responsabile dei social media e sulla necessità di essere consapevoli del loro potenziale impatto sulla nostra vita. 

TikTok è qui per restare, e il suo potere continua a crescere.

Come lo useremo, dipenderà da noi.

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Esiste ancora un confine tra reale e virtuale?  https://squaremarketing.it/tecnologia/esiste-ancora-un-confine-tra-reale-e-virtuale/ Fri, 15 Sep 2023 09:22:04 +0000 https://squaremarketing.it/?p=10374 Nell'era in cui il mondo fisico e quello virtuale si intrecciano in un intricato gioco di connessioni, le linee tra ciò che è "digitale" e "reale" si sono sfumate definitivamente. Quello che accade online e offline ha acquisito un valore egualmente tangibile e reale. La nostra vita quotidiana è plasmata da un "io digitale" che, a sua volta, lascia un'impronta profonda sul mondo fisico che ci circonda.

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Nell’era in cui il mondo fisico e quello virtuale si intrecciano in un intricato gioco di connessioni, le linee tra ciò che è “digitale” e “reale” si sono sfumate definitivamente. Quello che accade online e offline ha acquisito un valore egualmente tangibile e reale. La nostra vita quotidiana è plasmata da un “io digitale” che, a sua volta, lascia un’impronta profonda sul mondo fisico che ci circonda.

È giunto il momento di superare l’idea di due mondi separati e indipendenti; il futuro ci riserva qualcosa di più rivoluzionario. Nel prossimo futuro che ormai è già presente, le identità digitali potrebbero emergere come “avatar”, estensioni di noi stessi, veicoli attraverso cui esprimerci all’interno del metaverso. Gli avatar prenderanno vita con una fisicità, una struttura emotiva e di pensiero che si svilupperà in modo autonomo grazie all’intelligenza artificiale.

L’aspirazione di mantenere la propria identità intatta all’interno dei mondi virtuali è forte, tuttavia, vi è un timore condiviso: il rischio che questa identità si dissolva nel passaggio dall’ambiente reale a quello virtuale e viceversa.

Gli utenti si trovano, perciò, davanti ad una biforcazione:

  • da una parte, ci sono coloro che desiderano che gli avatar siano un’espressione iperbolica di se stessi, liberata dai confini che limitano l’esperienza nel mondo fisico.
  • dall’altra parte, ci sono coloro che ritengono che una rappresentazione accurata e fedele dell’utente, del suo comportamento e della sua espressione nella realtà, sarebbe più vantaggiosa.

 

Una “core digital identity”.

L’avvento dello smart working ha portato con sé una nuova realtà lavorativa, in cui piattaforme virtuali fungono da luoghi di collaborazione. In questo contesto, gli avatar potrebbero giocare un ruolo significativo nel rendere l’esperienza di condivisione dei progetti più autentica. Non solo, potrebbero favorire il team building e la coesione aziendale, creando un legame più profondo con l’azienda stessa.

Ma c’è di più. Si sta delineando una rivoluzione delle identità digitali, un cambiamento che sta coinvolgendo le aziende leader globali dell’innovazione. 

La digital identity sta aprendo la strada alla prossima generazione di tecnologie disruptive. Una “core digital identity” per il web sta emergendo come fondamentale, portando con sé nuovi modelli di condivisione e di proprietà dei dati. Gli innovatori stanno riconoscendo che si tratta di un’opportunità per trasformare radicalmente il modo in cui vengono creati, associati, condivisi e gestiti i dati.

L’introduzione di sistemi di core digital identity sta cambiando il paradigma, spingendo a una riflessione su come gestire l’accesso ai dati delle persone quando sono loro stesse a possederli. Le imprese stanno affrontando una sfida complessa, che va ben oltre la tecnologia, verso una trasformazione della data governance stessa.

Le organizzazioni che saranno all’altezza di questa sfida godranno di una maggiore sicurezza e fiducia da parte di clienti e partner. Questa rivoluzione non solo avvicinerà tutti a un web migliore, ma anche a un mondo migliore. Un mondo in cui le identità digitali e gli avatar tecnologici si fondono per creare nuovi scenari e opportunità, consentendo all’innovazione di tracciare nuove strade verso un futuro entusiasmante.

Immagini create con l’intelligenza artificiale.

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e-Commerce B2B: definizione, strategie e tendenze  https://squaremarketing.it/tecnologia/e-commerce-b2b-square-marketing/ Mon, 04 Sep 2023 08:01:37 +0000 https://squaremarketing.it/?p=10337 Pensare di dedicarsi all’e-commerce B2B può rappresentare la soluzione ideale per chi cerca un business da avviare nell'ambito del commercio elettronico, ma decisamente meno inflazionato rispetto ai classici negozi online, i quali per lo più vendono prodotti o servizi ai consumatori (B2C).

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e-Commerce B2B: definizione, strategie e tendenze 

Pensare di dedicarsi all’e-commerce B2B può rappresentare la soluzione ideale per chi cerca un business da avviare nell’ambito del commercio elettronico, ma decisamente meno inflazionato rispetto ai classici negozi online, i quali per lo più vendono prodotti o servizi ai consumatori (B2C).

Per “e-commerce B2B” si intende il processo di vendita online di prodotti, servizi ma anche informazioni tra imprese, mediante un proprio e-commerce, oppure proponendo beni o articoli inserendoli all’interno di siti specializzati. 

Ma andiamo con ordine, definendo prima cos’è e cosa si intende per il modello B2B di e-commerce, per poi vedere nella pratica come un piccolo o medio imprenditore può avviare questa particolare ma redditizia tipologia di commercio digitale.

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Cos’è il modello di e-commerce B2B

Aprire un e-commerce B2B significa avviare un’attività di vendita di prodotti o servizi specificamente rivolti ad altre aziende. 

Coloro che acquistano non sono quindi i clienti intesi come consumatori finali, ma una vasta gamma di soggetti tra cui, ad esempio:

  • grossisti
  • distributori
  • produttori
  • commercianti all’ingrosso
  • aziende di ogni settore

Se l’obiettivo è quello di aprire un e-commerce B2B, gli step da pianificare dovrebbero sicuramente riguardare la creazione di un sito web, di un’identità visiva e di uno stile di comunicazione innovativi e pensati specificamente per un consumatore “business”, il quale, come intuibile, ha esigenze e necessità ben diverse rispetto a un classico consumatore finale.

 

Tipologie di e-commerce B2B 

Avviare un’attività di e-commerce business-to-business implica, in primo luogo, definire in che modo proporre una vasta serie di beni e servizi alle aziende. Molto dipende dalla natura stessa dei prodotti o dei servizi, i quali possono essere:

  • Componenti industriali
  • Attrezzature
  • Forniture per ufficio
  • Materie prime
  • Consulenze
  • Servizi IT
  • Servizi di manutenzione
  • E così via

Questi prodotti possono essere venduti sfruttando vari canali. Puoi optare per:

  • Utilizzare piattaforme di settore: In questo caso ti avvali di una piattaforma già esistente, crei un tuo account, carichi i tuoi prodotti e li pubblicizzi, sfruttando i social network e i motori di ricerca.

  • Social Selling B2B: Alternativamente puoi pensare di proporre servizi o prodotti direttamente sfruttando le piattaforme online, avendo cura di selezionare le piattaforme più frequentate dai clienti business (LinkedIn, Amazon Business, eBay for Business).

  • Aprire un tuo e-commerce B2B: In alternativa o come complemento, puoi optare per aprire la tua piattaforma e-commerce. Così facendo, avrai un pieno controllo della tua attività, non avrai necessità di appoggiarti ad altri portali e beneficerai di una maggiore libertà decisionale.
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Perché avviare un e-commerce B2B

La domanda che potresti farti ora è: perché avviare un e-commerce B2B e sostenere le spese di realizzazione e gestione di un negozio online, quando potresti, a costi ridotti, proporre alle aziende i tuoi servizi o prodotti sfruttando il social selling o altre note piattaforme già esistenti? 

Chiaramente, non c’è una risposta universalmente corretta. Tuttavia, gestire in proprio un e-commerce dona alla tua attività una professionalità e una fiducia agli occhi del consumatore impareggiabile.

Inoltre, gli strumenti e le strategie che puoi implementare disponendo di un e-commerce sono decisamente superiori rispetto a quelle proposte da piattaforme terze, e questo può garantirti di raggiungere una clientela più ampia in termini di numeri, ma anche di propensione stessa all’acquisto. Vediamo più in dettaglio quali vantaggi ti garantisce oggi avviare un e-commerce B2B:

  • Controllo totale del business: aprire il tuo e-commerce B2B ti permette di gestire ogni aspetto. Decidi tu come presentare i prodotti e puoi personalizzare a tuo piacimento il design. Puoi inoltre decidere con ampia libertà le strategie comunicative e lavorare al meglio sulla tua brand identity.

  • Migliori relazioni con i clienti: non va sottovalutato il rapporto instaurato con i clienti. Gestendo tutto dalla tua piattaforma, ti è più facile instaurare solide relazioni, raccogliere feedback, instaurare collaborazioni e partnership.

  • Margini di profitto più elevati: anche se dovrai sostenere un primo investimento, i margini di profitto saranno maggiori. Non hai infatti commissioni da versare alla piattaforma utilizzata, né tanto meno sottoscrivere eventuali abbonamenti per servizi aggiuntivi.

  • Analisi perfetta dei dati: In ultimo, ma non per ordine d’importanza, gestire un proprio e-commerce significa avere accesso praticamente a tutti i dati che desideri monitorare e analizzare. Puoi con facilità stabilire metriche e analizzare ogni dato, e di conseguenza prendere con facilità decisioni migliori per lo sviluppo del tuo business. Come confermato in uno studio del Journal of Financial Services Marketing, l’analisi dei dati è oggi fondamentale in ambito e-commerce e può favorire notevolmente il raggiungimento del successo.
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Come avviare una piattaforma B2B e-commerce

Gli step da seguire per avviare un e-commerce B2B sono diversi. Prima di iniziare, tuttavia, è opportuno fare alcune considerazioni. 

Nel caso tu stia già gestendo un’azienda che fornisce prodotti o servizi ad altre aziende, la piattaforma e-commerce sarà più semplice da sviluppare. Questo perché già disponi di un mercato e, di conseguenza, hai già dei clienti, oltre al fatto che il tuo marchio è tendenzialmente già noto. Si tratta di un vantaggio significativo, considerando che ciò che stai per avviare è un nuovo canale per aumentare le vendite e acquisire nuovi clienti. 

Al contrario, se desideri avviare un’attività da zero, allora è assolutamente necessario ancor di più concentrarsi su processi quali: analisi del mercato, individuazione dei prodotti e solo successivamente pensare allo sviluppo vero e proprio della piattaforma. 

Ad ogni modo, vediamo alcuni passaggi assolutamente da considerare per avviare l’attività limitando al massimo il rischio d’impresa:

  • Redigi un business plan: redigi o commissiona un business plan. Questo documento ti fornirà una panoramica di tutti i costi che dovrai sostenere per avviare l’e-commerce, nonché i possibili ricavi che puoi verosimilmente aspettarti di generare nel breve, medio e lungo periodo.

  • Analizza i competitor: studia come i tuoi concorrenti stanno operando. Esamina i loro e-commerce e cerca di individuare le criticità dei loro siti. Creare un e-commerce più funzionale, curato ed user-friendly può fare la differenza.

  • Affidati a esperti del settore: l’analisi di mercato, il business plan, eventualmente anche un’analisi SWOT, e le fasi di sviluppo della piattaforma e di un piano di comunicazione e marketing sono tutte fasi molto delicate. Affidarsi a figure specializzate è fondamentale per avere una piattaforma ben strutturata e un team di lavoro che possa trasformare la tua nuova attività in una fonte di guadagno nel minor tempo possibile.

  • Focalizzati sullo sviluppo della piattaforma: la piattaforma e-commerce deve essere quanto più funzionale possibile. Considera che nell’ambito B2B potresti trovarti a gestire ordini multipli, grandi quantità e richieste di assistenza continua. Inoltre, è fondamentale garantire la massima protezione dei dati sensibili e offrire ad ogni utente un’esperienza d’acquisto semplice e personalizzata.

  • Punta sempre alla crescita: grazie anche ad un’attenta analisi dei dati, non pensare mai che il lavoro sia finito con il lancio della piattaforma. Un imprenditore esperto sa che deve costantemente cercare nuove soluzioni, esplorare nuove nicchie di mercato, seguire le tendenze. Un atteggiamento proattivo in questo senso si rivela fondamentale per ottenere successo nel settore.

Square Marketing: un team al tuo servizio per l’e-commerce B2B

Aprire un e-commerce per il mondo B2B può essere sfidante; la nostra guida è utile per raccogliere un primo bacino di informazioni in grado di sciogliere i principali dubbi ed aiutare con le prime fasi decisionali. 

Naturalmente, il secondo step è richiedere una consulenza che possa semplificare i processi ed aiutare nel definire il piano di business. 

Un team dedicato per ogni fase del progetto, una strategia solida ed un’attenta analisi sono le attività che Square Marketing può concretamente realizzare per aiutarti a sviluppare la tua idea di business. 

Contattaci, oppure vieni a trovarci presso le nostri sedi, a Milano o Cerea (VR). 

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COPYRIGHT & AI: dove arriva il diritto d’autore? https://squaremarketing.it/tecnologia/copyright-ai-dove-arriva-il-diritto-dautore/ Fri, 28 Jul 2023 13:48:02 +0000 https://squaremarketing.it/?p=10091 E’ stato un esperimento musicale di ultima generazione: il risultato però tutt’altro che banale. 

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dove arriva il diritto d’autore?
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Heart On My Sleeve

È stato un esperimento musicale di ultima generazione: il risultato però tutt’altro che banale. 

Il singolo è diventato virale sulle piattaforme digitali ed in particolare su Spotify, trasmesso in streaming circa 629.439 volte prima della sua rimozione (al tasso di royalty più basso di Spotify, la canzone ha guadagnato circa 1.888 dollari.) 

Heart on my sleeve è la canzone di Drake e The Weekend data in pasto all’intelligenza artificiale. Il creatore del brano, @ghostwriter, ha utilizzato l’AI per clonare le voci dei due cantanti, motivo per cui, l’Universal Music Group, ha chiesto l’immediata rimozione dai servizi streaming. Secondo la Universal, la canzone violerebbe la legge sul copyright, intaccando la “responsabilità legale ed etica” della casa di produzione nei confronti degli artisti. 

La dea bendata versione cyborg che inserisce sul piano della bilancia i diritti d’autore e l’intelligenza artificiale

La verità è che la questione relativa alla legge sul copyright e l’AI è un tema spinoso ed intricato. La legislazione attuale non è adeguata per affrontare i deepfake e soprattutto i potenziali problemi in termini di proprietà intellettuale. Nonostante ci siano delle regolamentazioni che tutelano alcuni diritti sulle esibizioni degli artisti (come la realizzazione di copie di registrazioni di specifiche esibizioni),  una voce deepfake che non copia specificamente un’esibizione, molto probabilmente resterà esclusa da questi stessi diritti e potrebbe addirittura essere considerata come un’opera protetta a se stante. 

La schermata Midjourney

Sicuramente l’aspetto più preoccupante di questa situazione è l’indebolimento dei diritti morali. La possibilità che il tuo stile, il tuo marchio, il tuo suono possano essere imitati da altri è sicuramente un problema per la propria identità artistica e la sua tutela. 

In fondo l’utilizzo dell’AI sembra non porre limiti alla possibilità di dare vita ad un lavoro che sappiamo essere “la copia di mille riassunti”. 

Il prompt comandi dell’AI ci permette facilmente di inserire le informazioni che riteniamo rilevanti per ottenere il risultato desiderato, ma forse non riflettiamo abbastanza sulla provenienza di questi dati: le grafiche, i testi, i suoni, sono opere realizzate dai rispettivi autori, poi assorbite, rielaborate ed ottimizzate dal machine learning. 

Secondo la legge sulla proprietà intellettuale, il creatore di un’opera ha il diritto esclusivo di pubblicarla e di goderne dei diritti di sfruttamento economico; pertanto, è necessaria la sua autorizzazione per poter procedere alla copia e alla rielaborazione di tale lavoro creativo. 

Logo Artwork Adobe Firefly

E’ anche vero, però, che il copyright non ha mai avuto lo scopo di limitare l’uso delle idee e delle informazioni “estrapolabili” da un’opera; ciò vorrebbe dire che l’uso del copyright nel campo dell’AI potrebbe risultare addirittura contraddittorio rispetto all’obiettivo per cui è nato e cioè favorire lo sviluppo di un ambiente in cui la creatività possa prosperare. 

Nel frattempo, alcuni dei più importanti strumenti a disposizione degli utenti si sono mossi in anticipo e in totale legalità, ad esempio Photoshop, che ha introdotto Photoshop Firefly, basato su AI generativa. 

Per farlo però, Photoshop si serve di Beta, un calderone di contenuti estrapolati da Adobe Stock (tutti a pagamento.) 

Un’alternativa (abbastanza complessa) potrebbe essere quella di utilizzare la blockchain, ed assicurare così ad ogni creativo il riconoscimento di una quota per ogni passaggio di contenuto da un “blocco all’altro”. 

Siamo curiosi di scoprire quali saranno i futuri sviluppi tra AI e diritti d’autore; nel frattempo, invitiamo tutti i creativi a non smettere mai di interrogarsi, perché le macchine si evolveranno ma avranno sempre dei limiti invalicabili. La mente umana non ha confini. 

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